intervista all'onorevole giorgia meloni, ministro della gioventý, 15 giugno 2011

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intervista all'onorevole giorgia meloni, ministro della gioventý: Intervista integrale con domande e risposte all'Onorevole Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù che ha patrocinato l'edizione 2011 del Camp




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15 Giugno 2011 - Intervista all'Onorevole Giorgia Meloni, Ministro della Gioventý

Gentilissima Ministro Meloni, a nome dello staff del Diego Dominguez Rugby Camp La ringraziamo per il patrocinio concesso all’iniziativa e per la sua disponibilità per questa intervista. Quali sono le motivazioni che l’hanno portata a concedere il patrocinio al Diego Dominguez Rugby Camp?
Sono convinta che il Diego Dominguez Rugby Camp possa rappresentare un’importante palestra di valori, amicizia e solidarietà, oltre che un’occasione per divertirsi, socializzare e fare sport, imparando nel contempo a condurre una vita più sana. Un’occasione, insomma, perché tanti ragazzi facciano formazione a tutto tondo, in modo serio ma allo stesso tempo appassionante.

Cosa le piace del rugby? E cosa pensa che questo sport possa insegnare ai giovani?
Nel rugby tutti i giocatori in campo sono protagonisti, ma non c’è spazio per l’individualismo esasperato a scapito del collettivo. Il rugby insegna che una vittoria è frutto dell’impegno di tutti e quindici i giocatori, così come una sconfitta è la conseguenza di un demerito comune. Ma, soprattutto, il rugby insegna che le grandi difficoltà, per quanto insormontabili possano apparire, si superano se tutta la squadra lotta unita per lo stesso obiettivo e che, al contrario, anche il più piccolo intoppo può rivelarsi un nemico formidabile se anche uno solo fa mancare il suo fondamentale apporto al resto della squadra.

Una delle priorità elencate tra le sue competenze come Ministro della Gioventù è lo sviluppo umano, sociale e della crescita personale dei giovani. Che ruolo hanno, secondo lei, le iniziative sportive destinate ai giovani in questo processo educativo e formativo?
Oggi come ieri, l’esercizio sportivo e la competizione concorrono alla costruzione del fisico ed ancor più alla formazione dello spirito. Il sacrificio, la lealtà, la concentrazione, la creatività, il rispetto degli allenatori, la solidarietà del collettivo, la tensione verso il superamento dei propri limiti, sono gli ingredienti di cui è fatto il cittadino con una coscienza di sé e della propria appartenenza.

Quali valori le piacerebbe che acquisissero e si portassero dietro “nello zaino dell’esperienza” i ragazzi che parteciperanno al Diego Dominguez Rugby Camp?
Ci si sofferma spesso sulla capacità dello sport di formare le persone, ma raramente si considera lo sport come formidabile veicolo di Patria, di identità culturale che diventa comunità nazionale. E ciò vale per tutti: per chi rappresenta la propria scuola, città o nazione, come pure per chi partecipa solo emotivamente, in una tribuna o aggrappato alle reti di un campetto di periferia. Il sentirsi parte di qualcosa di collettivo da un senso alla vita di tutti ed in particolare è funzionale al concetto di popolo. Dobbiamo coltivare ogni giorno il nostro senso di appartenenza, poiché senza tale consapevolezza rischiamo di smarrire la nostra proiezione nel tempo e con essa la ragione dei sacrifici che siamo chiamati a compiere. Pagare le tasse, differenziare i nostri rifiuti, andare a scuola, e così via. Anche a questo serve lo sport, a rinnovare il nostro plebiscito quotidiano nei confronti dell’Italia. E spero che questo sia il messaggio che rimarrà nel cuore dei ragazzi.

Tra i progetti che Lei, come Ministro della Gioventù, sostiene c’è la promozione di uno stile di vita attivo. Ci racconta il suo punto di vista riguardo al ruolo che ha lo sport nel proporre modelli che contribuiscano al raggiungimento di questo importantissimo obiettivo? Conosciamo purtroppo molto bene i dati allarmanti sulla diffusione di patologie legate al comportamento alimentare e a stili di vita sbagliati che partono dall'obesità infantile ed adolescenziale e, in alcuni casi, arrivano ad anoressia e bulimia. Sono convinta che lo sport, con i suoi modelli e i suoi valori, rappresenti il linguaggio di comunicazione più efficace per educare le giovani generazioni sull’importanza di condurre una vita sana sin da piccoli. Imparare a volersi bene è importante, e con lo sport si può imparare divertendosi.


Ministro Meloni, Lei è il più giovane Ministro del nostro Governo ma, da appassionata del rugby forse ricorda Diego Dominguez come giocatore?
Di Dominguez ricordo la correttezza in campo: non ho memoria infatti di brutti episodi legati alla sua figura. Ricordo anche l’eccezionale precisione dei suoi calci piazzati, il forte attaccamento alla maglia azzurra e ai colori della nostra bandiera. L’Italia, in termini di fama, gli ha dato tanto. Ma lui ha sempre dato il massimo per far crescere l’immagine dell’Italia del rugby, e con le sue iniziative e il suo impegno continua a dare altrettanto.
Ma soprattutto, lego l’immagine di Diego Dominguez alla Nazionale più significativa della storia del rugby italiano, la mitica Italia di George Coste che nel 2000, dopo anni di fatica, dedizione, sudore e spirito di squadra approdò al torneo internazionale più prestigioso del mondo, il Sei Nazioni, facendo guadagnare agli azzurri un posto d’onore, assolutamente meritato, ai vertici del rugby mondiale. Diego Dominguez è sicuramente una delle icone di quel miracolo sportivo.

Che messaggio vuole inviare ai ragazzi che parteciperanno all’edizione 2011 del Diego Dominguez Rugby Camp? Divertitevi, fate amicizia, e appassionatevi allo sport. Qualunque sia la vostra disciplina preferita, seguitela con passione e impegno: oltre a fare bene alla vostra salute, vi farà del bene anche per diventare un domani dei buoni cittadini.





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