storia del rugby

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Storia del rugby

Nel XIX secolo in moltissimi college inglesi il gioco del pallone era molto in voga, benché si differenziasse tra i vari college a seconda dell'uso che si faceva delle mani e dei piedi.
Il 1 novembre 1823 accade un fatto, apparentemente insignificante, che avrebbe però dato inizio alla disciplina sportiva del rugby moderno.
Mentre giocava con i compagni nel prato della Public School di Rugby, cittadina inglese del Warwickshire, l'irlandese William Webb Ellis, con grande dispregio delle regole allora in vigore, prese la palla tra le braccia e si mise a correre, determinando così l'origine di una delle caratteristiche essenziali e distintive del gioco del rugby.
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L'irregolarità di Ellis consisteva non tanto nel fatto di aver afferrato la palla con le mani, il che non era proibito, quanto nel fatto che dopo averla afferrata corse portandola in avanti. Ad assegnarne a Ellis la paternità e a far accogliere l'ipotesi che il rugby fosse nato a Rugby concorsero altri elementi. Nel 1834 entrò nella scuola della piccola città un certo Thomas Hughes il quale, in una lettera scritta nel marzo 1895, ricorda tra gli altri episodi una partita giocata a Rugby con una netta predominanza dell'uso delle mani. Ellis, rugby, uso delle mani, Thomas Hughes
Un altro fattore concorse alla divulgazione del gioco così come veniva praticato a Rugby: nel 1829 fu nominato direttore della scuola il pedagogo Thomas Arnold, il quale sensibilizzò i suoi studenti al gioco, tanto da farli appassionare al punto che, una volta giunti nelle università, lo diffondevano fra gli altri studenti. Terzo elemento coadiuvante fu la fortuna di annoverare tra gli studenti di Rugby un artigiano molto abile nel rivestire di cuoio la vescica di porco che, riempita di paglia o di fieno, si usava come pallone. studenti, gioco del rugby, cuoio, pallone
Quell'artigiano, che si chiamava William Gilbert, sin dal 1800 era il fornitore dei palloni della scuola di Rugby ed è molto probabile che proprio la forma ovoide della vescica di maiale abbia dato forme e dimensioni alla palla da gioco ovale, come pure non è da escludere che tale forma abbia in qualche misura incoraggiato il suo maneggio con le mani. William Gilbert, palloni rugby, palla da gioco ovale
Inoltre, proprio a Rugby, il 7 settembre 1846 fu redatto da alcuni studenti il primo codice dell'handling game. Negli anni seguenti molte altre scuole provvidero a darsi un proprio regolamento, cosi che quasi ogni college aveva un modo diverso di condurre il gioco. Il 26 settembre 1863 i rappresentanti di undici tra club civili e scuole si riunirono alla Freemason's Tavern e dopo un'accesa discussione elencarono alcuni capisaldi di un nuovo regolamento. Regolamento che in verità durò solamente un mese, dato che dopo tale periodo il soccer (moderno calcio) si staccò nettamente dal rugby. In seguito, nelle squadre di rugby si limitò sia la primordiale violenza che lo aveva caratterizzato, abolendo gli ultimi cinque minuti di hallelujah (pestaggio generale), sia il numero dei giocatori, ridotto a quindici. rugby, 7 settembre 1846, codice handling game, rugby tradizione hallelujah
Successivamente si ebbero diversi modi di praticare il rugby, ma la spinta evolutiva determinante fu l'affermarsi del gioco "alla mano". In tal modo infatti gli studenti di Oxford riuscirono per ben quattro anni consecutivi, dal 1881 al 1884, a vincere l'annuale confronto con i colleghi di Cambridge. Dalle battaglie dei legionari si era così arrivati a un gioco nuovo, praticato inizialmente dai soli gentleman dell'aristocrazia inglese e nel quale primeggiavano la lealtà e il coraggio fisico e morale. rugby, gioco "alla mano"

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